Linux: installiamolo!
Parte Prima LINUX: installiamolo! Come installare un sistema Linux utilizzando Red Hat 5.1

Con questa nuova rubrica apriamo alcune pagine di questa rivista ad un'analisi approfondita di Linux, con l'intento di aiutarvi a conoscere questo sistema operativo, imparare ad installarlo, configurarlo, personalizzarlo secondo le vostre esigenze e utilizzarlo per portare a termine i lavori di tutti i giorni.
Contrariamente a quanto si è soliti sentire, Linux non è affatto un sistema operativo complesso da utilizzare, e non ha nulla da invidiare, in termini di produttività, a Windows 98, NT o MacOS. La compatibilità tra i vari mondi è garantita dall'Os stesso, basta infatti pensare che un pc con installata una recente versione di Linux è in grado di comunicare con reti Novell, Os2, Microsoft ed AppleTalk; quanto alle applicazioni, poi, vi sono centinaia di programmi per l'office automation, la grafica, il web publishing, la statistica, l'analisi matematica, e via discorrendo.
Ciò di cui intendiamo parlare, inoltre, è un sitema operativo che, se correttamente configurato, è assolutamente stabile e di cui è possibile è in ogni momento verificare lo stato di funzionamento. Insomma, un sistema operativo in cui, contrariamente a Windows, l'utente sa che cosa sta succedendo e, presumibilmente, cosa succederà lanciando un determinato comando.
Infine Linux è estremamente leggero e potente: leggero perché è stato pensato per poter funzionare su 386 e 486 con soli 8 Mb di ram installati, potente perché è realmente un ambiente multitasking nel quale più applicazioni vengono utilizzate contemporaneamente e in cui tutte, nello stesso tempo, possono eseguire differenti operazioni.
Dovendo iniziare questo percorso che ci porterà ad utilizzare Linux come strumento di lavoro, ovviamente il primo passo sarà quello che ogni utente si trova costretto ad intraprendere per potere utilizzare un sistema operativo: l'installazione.


Una premessa. Linux da solo sarebbe un sistema operativo assolutamente inutilizzabile, esso infatti si preoccupa unicamente di fornire un'interfaccia di dialogo tra le varie parti che compongono un pc. Al sistema operativo, infatti, si appoggiano più moduli atti a svolgere le più disparate funzioni: vi è un modulo per la visualizzazione delle informazioni sotto forma grafica, una gui (Graphic User Interface) insomma, uno per la gestione della scheda audio, un altro per la gestione dei dischi, un altro ancora per la connettività in rete locale o remota, insomma vi è un modulo per ogni esigenza.
Se il sistema operativo è uno, la combinazione di differenti moduli e pacchetti applicativi è molteplice ed è quella che origina le diverse distribuzioni.
Generalizzando, il sistema operativo nudo e crudo viene indicato con il termine di kernel (traducibile in italiano con nocciolo), mentre le distribuzioni hanno i nomi più disparati: RedHat, Slackware, S.u.s.e, Debian e TurboLinux. Tra le varie distribuzioni abbiamo scelto una tra le più semplici da installare e configurare, approfittando, inoltre, del recente rilascio della versione aggiornata: la RedHat.


Per iniziare, la prima cosa da fare è quella di preparare il disco fisso all'installazione del sistema operativo, riservandogli dello spazio sul disco rigido.
Sebbene Linux possa essere installato direttamente all'interno di una partizione Ms-Dos (purché non Fat-32), ciò è sconsigliabile dato un file system non nativo pregiudica gravemente del sistema operativo. Pertanto è necessario creare almeno due nuove partizioni che verranno formattate da Linux secondo i propri standard.
Nel caso abbiate a disposizione i più dischi, ed alcuni di questi abbiano dello spazio libero, non formattato, il processo di partizionamento risulterà semplice ed intuitivo, e tutte le operazioni verranno svolte direttamente dall'interno del programma di installazione.
Nel caso in cui, invece disponiate di un solo disco, o in cui abbiate utilizzato tutto lo spazio disponibile di tutti i dischi, si rende necessario il ripartizionamento.
Per ripartizionare il disco rigido senza perdere i dati in esso contenuti potete utilizzare delle utility commerciali quali Partition Magic, oppure una piccola applicazione shareware chiamata Fips.
Prima di utilizzare questo programma è opportuno effettuare un backup dei dati, fatta eccezione per quelle applicazioni di cui disponete i dischetti o i cd rom di installazione.
Il ripartizionamento tramite Fips o Partition Magic, sebbene sicuro lascia sempre spazio a qualche imprevisto. Partition Magic lavora direttamente dall'interno dell'ambiente grafico di Windows, e non ci soffermeremo ad analizzarne le procedure, dal momento che si tratta di un software commerciale non in possesso di tutti i nostri lettori. Fips invece lavora in ambiente Ms-Dos e necessita di un disco di avvio per poter funzionare.
Formattate quindi un dischetto, rendendolo avviabile e dandogli un'etichetta riconoscibile (format a: /v:disco_fips /s), estraete al suo interno il file Fips15.zip ed in seguito leggetevi molto attentamente il file Fips.doc.
Passare almeno un'ora a capirne a fondo il funzionamento è sicuramente preferibile al rischiare di perdere tutti i vostri dati.
Per poter ridimensionare correttamente una partizione è necessario che lo spazio libero su disco sia contiguo, per cui è bene deframmentare i dati utilizzando il Defra di Windows 95 o lo Speed Disk della Norton; deframmentate quindi il disco sul quale volete ricavare le partizioni e quindi riavviate il pc dal dischetto che avete preparato in precedenza. Appena lanciato, Fips, dopo aver diagnosticato il sistema operativo sotto cui è stato lanciato, individuerà i dischi installati sulla vostra macchina e vi richiederà di specificare su quale disco operare (se sul disco selezionato sono presenti più partizioni vi chiederà quale di queste ridimensionare). Utilizzate quindi i cursori (frecce) per indicare al programma da quale settore partire per il ridimensionamento, ricordandovi che se partirete dal primo settore libero, non lascerte alcuno spazio alla precedente partizione.
Terminato il ripartizionamento, se non saranno incorsi errori potrete riavviare normalmente; Fips registrerà sempre e comunque la precedente struttura delle partizioni in una sorta di file di backup, e potrete recuperare il vostro disco riavviando la macchina da dischetto ed eseguendo il programma Restorrb.exe.
Riavviate il pc ancora da dischetto ed eseguite Fips in modalità test, postponendo al nome la flag -t (fips -t); se non verranno segnalati problemi riavviate normalmente il computer. A questo punto l'utility avrà dunque generato una nuova partizione primaria, che dovrete cancellare dall'interno del programma di installazione di Linux.


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